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Tagliatelle con sugo di cinghiale all'antica trattoria «da Ismene»

Nella trattoria «da Ismene» dei Martignago a Muliparte di Maser sabato cena al cinghiale.
Subito salame e sopressa per passare alle tagliatelle fatte in casa con il sugo e un pasticcio con carne di cinghiale.
A seguire cinghiale in umido con polenta e verdura cotta, fagioli ed olive.
Info: 0423-923135.

Pubblicato nella "Tribuna" il 10 Novembre 2010



Locanda da Martignago, quando la prima impressione è sbagliata clamorosamente”

Passandoci davanti, sulla strada che da Cornuda porta a Maser, farete fatica a degnare di uno sguardo questo posto. La fretta è cattiva consigliera, perché di primo acchito penserete che si tratta della solita osteriaccia di paese.
Niente di più sbagliato. In questo caso la prima impressione non è quella che conta.
Intanto questa locanda esiste da 150 anni, tanto da essere la più vecchia della località e dell’intero comune.
Qui hanno lavorato brave persone che hanno lasciato all’attuale titolare Rino e a sua moglie Mirella ricette tradizionali, tanto da farne un monumento nazionale alla cucina tradizionale veneta. La signora Mirella, pur arrivando da un settore completamente diverso, si dice sia molto brava ai fornelli, ed i suoi piatti sono molto caldamente consigliati da tanta gente del posto.
Baccalà alla vicentina, selvaggina e bollito misto sono i suoi piatti forti, esibiti giustamente come un trofeo ed un titolo di cui fregiarsi sul biglietto da visita, ma non dobbiamo dimenticare le trippe e tante altre bontà.. Qui, poi, sono tanto bravi che è meglio prenotare: probabilmente la voce si è sparsa e purtroppo occorre fare la fila.

Il viaggiatore curioso.


I prossimi articoli sono tratti da “la Tribuna” con gentile concessione di Marino Silvestri.


“La Trattoria da Martignago piatti della nonna e tradizione”

Alla ricerca dei sapori antichi. Lungo la Pedemontana interna che collega Cornuda ad Asolo, si trova la Località Muliparte, frazione di Maser, dove c’è una delle più vecchie trattorie della Marca, visto che da oltre 150 anni sazia gli avventori che vogliono assaporare i prodotti genuini della zona. Ora la chiamano Trattoria “da Martignago”, dal nome degli attuali gestori che dal 1978 hanno preso il posto dei nonni. Ma gli abitanti del posto la chiamano ancora da “Ismene” dal nome della nonna, mentre il primo nome era “Osteria del Cuc”, che tradotto vuol dire bicchierino di grappa. Sulla facciata si nota l’antica scritta “Osteria con Cucina e Locanda”, sulla quale le Belle Arti hanno posto un vincolo e quindi non cancellabile, sebbene la locanda non esista più. Pur non avendo nessuna insegna esterna, sulla strada, che indichi che lì si mangia con menù a prezzo fisso, a mezzogiorno Martignago è meta di operai, camionisti e liberi professionisti che cercano un pranzo con cibi locali e cucinati secondo ricette che nonna Ismene ha tramandato a Mirella, che gestisce la cucina, mentre il marito Rino ed il figlio Stefano si occupano della sala e servono in tavola. Tutti i giorni tranne la domenica (l’'osteria è chiusa per turno), il menù prevede un primo piatto con quattro possibilità di scelta, tre paste ed una zuppa, poi quattro varietà di secondi e tra questi, tutti i giorni c’è anche il bollito misto, con contorni vari stagionali tutti prodotti del proprio orto, come la peperonata, i fagiolini e l’insalata mista. Al termine, per i più golosi ci sono anche i dolci creati ogni mattina da Mirella, oppure i liquori preparati con basilico, liquirizia, crema limone. Per quanto concerne il vino si può optare per il Prosecco dei colli Asolani oppure per il rosso dei vigneti della casa, un uvaggio di Merlot, Barbera e Marzemino. A parte le semplici ricette del pranzo, l’Osteria da Martignago è famosa, oltre che per i piatti tradizionali, anche per i menù serali, su prenotazione, a base di ogni tipo di cacciagione, poiché Rino è un valente cacciatore ed è presidente della sezione di Maser dell’Enalcaccia. Tra le selvaggine che si possono gustare, secondo le ricette tramandate a Mirella da nonna Ismene, ci sono le lepri, i caprioli, i daini, le beccacce, i fagiani ed i cinghiali.

Per informazioni e prenotazioni: tel. 0423 923135.

Marino Silvestri

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Martignago, serata del baccalà

 Alla Trattoria “ da Martignago”, in località Muliparte di Maser, si degusta il baccalà. Sabato 14 novembre Mirella, coadiuvata dal marito Rino e dai figli Stefano e Lisa, presenterà una sua creazione, una Cena di Baccalà, tutto secondo le ricette dell’antica tradizione e gli insegnamenti delle nonne. In menù barchette di pasta briseè con crema e crocchette di baccalà, tagliatelle con briciole di stoccafiss, baccalà bollito, purè di patate del Montello e mantecato contornato da patate lesse prezzemolate, baccalà alla vicentina. In chiusura dolci preparati dalle mani esperte di Mirella, mentre Rino, Stefano e Lisa proporranno i loro liquori.

Prenotazione obbligatoria entro mercoledì 11 allo 0423 923135; costo 25 euro.

 Pubblicato su “la Tribuna” lunedì 9 Novembre 2009.

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“Magnari de na volta da Martignago”

Proseguono le serate “Magnari de na volta” alla Trattoria da Martignago in località Muliparte di Maser. Sabato 6 febbraio, Mirella coadiuvata in cucina dal figlio Fabio, prepara “na sena” con piatti caratteristici trevigiani e tipici della zona. Il menù, trascritto in dialetto, prevede pasta e fasioi de Lamon, seguita da “martondee al forno co a poenta de storo”. Ovvero delle polpette di carne di maiale (stessa pasta del salame), contenute nella membrana che racchiude i polmoni e stomaco. Un piatto che si accompagna con un aneddoto: il nome “martondee” deriva da una burla che un tempo gli adulti usavano giocare ai ragazzini quando si uccideva il maiale: “Va dal visin e fate prestar el stamp dee martondee”. Ma l’attrezzo in realtà non esisteva: era solo un pretesto per allontanare il ragazzo da casa durante la lavorazione del maiale. Comunque la vicina di casa consegnava all’ingenuo un sacco contenente mattoni o una grossa pietra o cianfrusaglie, pregandolo di non aprirlo per non rovinare il contenuto. Quando, a prezzo di sforzi, arrivava a casa, il ragazzo era accolto dalle risate dei burloni. Si passa poi al “muset in umido co e segoe” ed alle trippe alla parmigiana, con “erbe in tecia col lardo”, infine le “fritoe coi pom”, preparate da Lisa, ed al caffè e sgnapa servito da papà Rino e da Stefano. Sui tavoli “vin de casa Martignago”. Il prezzo, tutto compreso, è di 23 euro; le prenotazioni si chiudono il 4 febbraio al telefono o fax 0423 923135.

Pubblicato su “la Tribuna” domenica 31 Gennaio 2010.

 


 

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